AL PETISO LE GUSTABA TANTURI y otros cuentos de tango

copertina AL PETISO LE GUSTABA TANTURI
copertina AL PETISO LE GUSTABA TANTURI

La prima fatica letteraria di Angel Mario Herreros restituisce sotto forma di 11 racconti quella che è la visione dell’autore sulla sua città: gente comune, milongueri, umanità varie ma sempre tristi. A nostro avviso infatti ogni racconto è permeato da un velo di tristezza e ineluttabilità del destino, non esente da ricordi personali (come l’autobiografico racconto dall’omonimo titolo del romanzo), da una vasta erudizione e da un’intensità creativa e poetica: fra gli esempi più riusciti La ultima tanda e La vida es una milonga, toccanti, originali e allegorici; El desafío, una sfida intensa tra il “vecchio” e il “nuovo” modo di ballare il tango; il terribile e drammatico Niebla del Riachuelo; il tango del futuro in Buenos Aires 2050 e un ultimo spiraglio di luce che lascia intravedere una sorta di speranza in Hay una Milonga, ossia la milonga che verrà, la Milonga perfetta. Completano il tutto un’appendice in cui s’indaga sulla “resurrezione” del tango nei nostri giorni, un glossario dei termini lunfardi usati nel libro e brevi cenni biografici sui personaggi storici e sui tanghi menzionati nei racconti. Abbiamo posto a Mario qualche domanda sul suo lavoro e sulla sua vita, che spiegano molto sulla visione che sottende i suoi racconti… Continua la lettura di AL PETISO LE GUSTABA TANTURI y otros cuentos de tango

LE ORIGINI DEL TANGO A ROMA: TANGOBAR

Eliana Montanari e Alì Namazi
Eliana Montanari e Alì Namazi

Quando e come è nato il tango a Roma? L’abbiamo chiesto a due pionieri: Eliana Montanari e Alì Namazi, fondatori dello storico Tangobar, con cui a dicembre 2011 abbiamo avuto una lunga chiacchierata sugli esordi e sull’andamento che sta prendendo il nostro ballo nella nostra città.

Quando entra il tango a Roma, e qual è stato il vostro apporto?

Eliana: Il primo incontro con il tango l’ho avuto nel 1986, su un treno che andava a Parigi dove un ragazzo argentino cantava un tango. Lì ho ricevuto un’altra folgorazione con il film “Tangos: el exil del Gardel” di Fernando Solanas. A Roma eravamo in 4-5 a cercare il tango ma nessuno lo conosceva (lo associavano al liscio romagnolo!). Non so come siamo finiti in un gruppo latino-americano di danze folkloriche, dove ci proposero di fare una tournèe di tango che accettammo di fare pur non essendo dei veri ballerini! Alle spalle c’era una compagnia seria con tanto di musicisti al seguito, e proprio perché non conoscevo il tango questa situazione mi ha spinto a studiarlo per non essere impreparata. Continua la lettura di LE ORIGINI DEL TANGO A ROMA: TANGOBAR

IL PURO TANGO DI ZOTTO

Puro Tango di Zotto
Puro Tango di Zotto

Miguel Angel Zotto in scena al Teatro Olimpico dal 4 al 16 ottobre. Il resoconto/recensione di un simile evento travalica la collocazione nella consueta rubrica degli spettacoli per accaparrarsi il posto in prima pagina. Erano anni che Zotto non si faceva vedere sui palcoscenici romani, e questo ritorno tanto atteso con due settimane di repliche non ha smentito l’amore che il pubblico prova nei confronti del ballerino più famoso del mondo.

Splendidi costumi, originali ed evocative le immagini proiettate sullo schermo con effetto cinema, una compagnia invidiabile di dieci ballerini preparatissimi e tecnicamente impeccabili, ottima selezione musicale, orchestra di cinque elementi e cantante dal vivo: questi gli ingredienti di uno spettacolo che ricostruisce la storia del tango dalle origini ad oggi in maniera curata nei minimi particolari, con una prima parte più narrativa e più riuscita della seconda. Continua la lettura di IL PURO TANGO DI ZOTTO

POPOLARE…CHE? (parte2)

S/Tangata 1° festival milonghe popolari
S/Tangata 1° festival milonghe popolari

Chi viene ai vostri eventi/milonghe è un’utenza diversa da quella che di solito frequenta le milonghe “commerciali” o c’è una convergenza – interscambio fra i due tipi di pubblico, o è lo stesso pubblico?

R.: Al di là dell’aspetto puramente economico, la ricchezza che noi abbiamo constatato è che tanta gente di strada di Roma, i borgatari veri e anche persone criminali hanno iniziato a fare corsi di tango e spesso hanno anche partecipato a queste manifestazioni collettive. Ed era bello vedere che all’interno di una milonga anziché esserci solo persone snob ci fossero anche i coatti di periferia, gli studenti che non possono permettersi di fare troppe spese ma possono venire lì… C’è una visione veramente completa. Al Deposito per esempio c’è, tra le varie, una componente importante di famiglie di somali tra gli occupanti -perché l’occupazione ha scopo abitativo-, e la cosa interessante è stata che tutti i tangueri hanno iniziato a mangiare lo zighinì! La gente del quartiere è scesa dicendo: “meno male che avete fatto questa cosa, altrimenti chissà cosa avremmo avuto sotto casa…”. Per cui le milonghe popolari in un certo senso offrono un servizio a questa città. Continua la lettura di POPOLARE…CHE? (parte2)