Proviamo a immaginare: e se il Tango potesse parlare e raccontarsi in prima persona? Se potesse ripercorrere le proprie origini e le proprie vicessitudini lungo più di un secolo e attraverso due continenti? Questo lo spunto di partenza de: “Le interviste impossibili – El Señor Tango”, format radiofonico degli anni ‘70 trasposto in teatro, andato in scena al Teatro Tordinona il 01 giugno 2026.
Il dialogo immaginario si svolge tra una donna (Laura De Luca), giunta in quella che crede essere una scuola di tango argentino per prendere lezioni, e l’enigmatico signore seduto al tavolino (l’interprete e doppiatore Andrea Tidona) che dovrebbe essere il maestro, ma che si rivela essere ben altro: lo “spirito” del Tango conduce i presenti in un viaggio alla scoperta di quello che apparentemente può sembrare solo un ballo, ma che in realtà è molto di più. Quanto evocato dalla conversazione tra i due protagonisti si traduce negli intermezzi danzanti dei ballerini Simone Ripa, Bruno Picconi, Tecla De Santis e del gruppo ARA Danza.
L’intervistato illustra che la storia del Tango è una storia fatta di commistioni di generi, ritmi, culture, provenienze geografiche.
Una pista piena all’inverosimile, incastonata in una delle piazze più belle del mondo resa ancora più affascinante dall’illuminazione e dall’atmosfera natalizia del mercatino di Natale: questo il quadro (in tutti i sensi) in cui si è svolta la Milonga per la Pace a Piazza Navona il 20 dicembre2025.
L’evento gratuito e aperto a tutti – organizzato dall’Assessora alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione Investimenti di Roma Capitale Monica Lucarelli, in collaborazione con la ballerina e maestra Daiana Guspero, protagonista della scena tanguera mondiale nonché partner artistica di Miguel Ángel Zotto – è stato pensato come un messaggiodi pace, un invito alla serenità, alla condivisione, al senso della comunità, alla vicinanza e alla bellezza dello stare insieme, soprattutto durante le feste, come solo i linguaggi universali della musica e della danza sanno veicolare. E quale simbolo di fratellanza e di incontro è più potente dell’abbraccio, nello specifico del tango?
A
partire dalle 21, oltre
quattro ore di
tanghi, vals e milonghe selezionati dal maestro e musicista Mariano
Navone hanno ammantato la piazza, raccogliendo l’entusiasmo dei
tangueri accorsi da ogni parte d’Italia (e non solo) e dei
passanti, incuriositi dalla marea umana che tentava di muovere
qualche passo sulla pedana posta al centro dello slargo e attirati
dalle note struggenti del 2×4, incuranti del freddo e della scarsa
visuale fra le teste dei ballerini. C’è stato perfino chi, pur di
non rinunciare a ballare in siffatta location, si è ricavato
uno spazio nei pressi della pista, danzando sui sampietrini…
“Grazie
al Comune di Roma è stato possibile ballare in questa cornice
meravigliosa. Per me è un sogno! Non avrei mai detto di ballare qua,
sono felicissima di essere con voi qui, vi ringrazio di cuore.
Ringrazio anche tutte le scuole di Roma e i maestri che sono venuti,
e le persone dalla Spagna e dalle altre regioni italiane. Quindi
veramente possiamo dire che il tango unisce”, ha affermato
un’emozionata Daiana nel suo discorso ai partecipanti. “La
Milonga del 20 dicembre non è solo un evento: è un invito a
ritrovarci umani, vicini, presenti l’uno per l’altro.”
“Grazie
a Daiana per aver accettato l’invito di aiutarmi ad organizzare
questa serata. Sono Assessora, è vero, ma sono anche molto
appassionata di tango. Il mio sogno all’inizio del mandato era
quello di riuscire a portare il tango in piazza a Roma, e non mi
sarei mai immaginata una serata così. Quindi grazie a tutti voi per
essere venuti. Ci scusiamo per il fatto che non è una serata
perfetta, sappiamo che per chi balla c’è un po’ di difficoltà e
vi ringraziamo per la pazienza, ma crediamo che sia veramente
importante avere tutta questa bella energia positiva. Daiana ha avuto
l’idea di dedicare questa milonga alla pace in un anno molto
difficile, impegnativo ma anche bello per Roma con l’anno del
Giubileo. Ci tenevamo a portare qui tutta l’energia della danza e
del tango”, ha concluso Lucarelli.
Daiana
ha infine fornito una piccola e inaspettata anticipazione: “Non
possiamo ancora dirlo, ma ci sarà una sorpresa nei prossimi giorni,
quindi restate connessi: chissà che può succedere…”
Dopo quella di Napoli del mese scorso, la bellissima iniziativa di solidarietà promossa dall’A.N.P.I. è stata proposta anche dalle milonghe popolari romane, portando ancora una volta il tango ad “abbracciare” la popolazione palestinese vittima dei bombardamenti nella Striscia. Spiritualmente, ma anche materialmente: gli organizzatori riferiscono che sono stati raccolti fondi per la clinica di Emergency a Gaza per una cifra di 4.129 euro.
Un
quartiere di New York conteso tra due gang di diversa etnia, che
lottano per ottenerne l’egemonia.
Il
sogno dell’integrazione, con tutte le possibilità che, sulla carta,
il nuovo paese ospitante ha da offrire agli immigrati.
Un
amore intenso e contrastato, la cui forza si ritiene capace di
superare tutti gli ostacoli.
Non
è la fotografia dai risvolti romantici di una storia di cronaca dei
giorni nostri, ma quel capolavoro di West Side Story, in scena
al Teatro Sistina dal 7 dicembre 2024 al 12 gennaio 2025, diretto e
adattato per il pubblico italiano da Massimo Romeo Piparo, in
cartellone successivamente anche a Firenze e Bologna e in tour estivo
nelle arene.
Luís Suarez è uno scrittore sconvolto dalla morte della moglie Inés, al punto da non riuscire più a svolgere il proprio mestiere. Si rifugia nell’alcol e nelle donne create dalla sua fantasia per attenuare il senso di colpa e il dolore che prova: le due figure femminili più note nell’immaginario del Tango – María e Malena – prendono ossessivamente e prepotentemente vita davanti ai suoi occhi, e attraverso di loro trova voce l’espressione delle sue emozioni e dei suoi pensieri, materializzandosi come una sorta di “coscienza” parlante. Talvolta si palesa anche lo spettro di Inés, che tanto amava ballare il tango… A tenere Luís ancorato alla realtà, l’editore Pascal e la cognata Anita, sebbene solo per fugaci momenti.