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UN, DUE…TRE!

3_biswebTerzo anniversario di Tango In Roma… con lo sguardo rivolto al futuro.

L’Italia è in piena crisi, e questo è noto. Una crisi economica e sociale che ha investito inevitabilmente tutti i settori della società, anche il tango -perlomeno a Roma-, dal momento che ne è esso stesso un prodotto. Milonghe che chiudono, affluenza in calo (fenomeno in parte fisiologico dopo il boom degli scorsi anni), una certa contrazione in taluni organizzatori. Noi stessi abbiamo incontrato non poche difficoltà, essendo una rivista senza scopo di lucro che si autofinanzia unicamente attraverso le inserzioni pubblicitarie. Si prova a reagire come meglio si può, ma non sempre è facile o sufficiente. Dunque? Bisogna “solo” aspettare che la congiuntura negativa passi e barcamenarsi per sopravvivere fino ad allora? Non credo proprio. Sono dell’idea che l’unico modo per uscire da una crisi sia INGEGNARSI, RINNOVARSI, reinventare e reinventarsi. Perché non sapersi rinnovare è un po’ come regredire. Continua la lettura di UN, DUE…TRE!

LA MINA DEL TANGO

Annalisa Marra
Annalisa Marra

Quale miglior modo di iniziare il 2013 se non con una stella nascente? Giovane, fresca e talentuosa: Annalisa Marra è la nuova voce del tango romano. La cantante ha mosso i suoi primi passi nel mondo del tango canción da pochi mesi, accompagnata dall’ormai noto chitarrista Stefano Petucco con cui ha formato il gruppo “Las palabras”. Il loro repertorio spazia dai più famosi brani di tango tradizionale a quello moderno, da Gardel e Varela fino a Piazzolla. Propongono anche brani di musica italiana (spaziando da Mina a Nino Rota) riadattati a ritmo di tango, vals e milonga. Ed è proprio quest’ultima operazione l’elemento di originalità del duo: rendere assolutamente ballabili benché insoliti anche brani italiani non di tango.  Continua la lettura di LA MINA DEL TANGO

COME ARRANGIARE UN ACCOMPAGNAMENTO DI UN BRANO DI TANGO IN DIVERSE FORMAZIONI.

Stefano Petucco
Stefano Petucco

Avviso ai lettori: questo intervento, fornito dal chitarrista Stefano Petucco, è a tratti piuttosto tecnico e specialistico.

Alcuni suggerimenti utili per chi voglia cimentarsi nell’adattamento dei ritmi del tango nelle varie formazioni strumentali e per tipologie musicali differenti.

– In duo chitarra e voce sicuramente si è più liberi di inserire controcanti e variazioni ritmiche, scale di passaggio e accordi estesi, poiché il cantante esegue solo una linea melodica. Ciò si può anche doppiare nel tema, magari suonando le stesse note in una tonalità più grave. Le difficoltà si presentano nella scelta del registro in cui si suona, ossia è preferibile non suonare alla stessa altezza dato che se si vuole variare o estendere l’accordo, in quel caso potrebbe risultare dissonante; invece, suonandolo più in “basso” (grave) o più in “alto” (acuto) si eviteranno battimenti con la linea melodica che sta eseguendo il cantante. Continua la lettura di COME ARRANGIARE UN ACCOMPAGNAMENTO DI UN BRANO DI TANGO IN DIVERSE FORMAZIONI.

GARDEL SI PUÒ BALLARE!

Stefano Petucco
Stefano Petucco

Carlos Gardel: un mito della storia del tango. Chi può dire di non aver mai ballato sulle note di Por una cabeza? A Roma c’è un musicista solista che ha deciso di fare concerti esclusivamente con il repertorio del famoso cantor: Stefano Petucco. Chitarrista, polistrumentista e compositore, approfondisce la conoscenza del jazz e di diversi generi musicali tra cui il tango, fondatore del gruppo Amargura, attualmente insegna alla scuola di musica MMB Studios e si esibisce in concerto nelle milonghe romane e laziali. Conosciamolo meglio. E sfatiamo il pregiudizio che Gardel non si balla!
La tua è una formazione musicale tout court: perché hai incluso anche il tango nei tuoi orizzonti?
Ho scoperto il tango più di 15 anni fa perché il mio compagno di banco del liceo era argentino. Quando è tornato in Argentina mi ha invitato ad andarlo a trovare, riempiendomi la testa con il tango! Sono andato nel 2001 e già suonecchiavo un po’ Piazzolla, poi è avvenuto l’innamoramento di Gardel e Goyeneche e ho iniziato a studiare più seriamente il tango classico e soprattutto Gardel perché per me è il massimo. L’anno scorso sono tornato in Argentina e ho fatto due concerti: uno a La Plata e un altro nel quartiere Palermo di Buenos Aires. Quindi mi sono avvicinato al tango per la conoscenza diretta di persone di lì. Continua la lettura di GARDEL SI PUÒ BALLARE!